articolo tratto da
UCCELLI

a cura di
Luk Neels

        

            
 

     

lucherino barbato o a mento nero

(spinus barbatus o carduelis barbata)

maschio

femmina

 

descrizione

Osservando le foto è possibile venire di trovarsi in presenza di un Lucherino europeo. L'osservatore più attento potrà però notare che l'uccello fotografato rassomiglia soltanto ad un Lucherino, ma ciò non di meno qualche differenza è possibile notarla; il Lucherino a mento nero non ha inoltre origini europee ma americane.

Ne feci la conoscenza per la prima volta nel 1986.

Allora era facile trovarlo regolarmente in vendita presso i commercianti.
Amatore di Lucherini, ne fui subito impressionato. Mi colpirono soprattutto la loro buona condizione e la vivacità. Contrariamente ad altri Lucherini americani, non hanno problemi di acclimatazione, ma di adattamento. Come abbiamo visto questo Serinus assomiglia molto ad un Lucherino, ma analizziamo ora quali sono le differenze più evidenti tra le due specie: il sottogola è più nero e profondo nel maschio del barbato, rispetto al Lucherino che a volte può esserne anche sprovvisto; la lunghezza è di un niente più grande, cm. 12.5 nel Serinus americano contro gli 11 centimetri solamente del Lucherino; il becco nel barbato è leggermente più massiccio; i disegni dei fianchi, nel maschio di Lucherino a mento nero, mancano totalmente, mentre nella femmina manca anche il disegno del petto; la striatura gialla al di sopra dell'occhio è assente nel barbato. La differenza nella profondità del colore del mento del barbato, non è una differenza determinante in quanto anche tra gli stessi, esistono delle differenze di profondità di colore nero.

Alloggiai i miei Lucherini a mento nero in una grande gabbia di allevamento dove era evidente il loro stato di agiatezza. Come nutrimento offrii un misto tradizionale e in una vaschetta a parte, parsimoniosamente, del niger puro, così come leccornia, ma non mostrarono alcun interesse.
Decisi allora di mischiare il pastoncino con il niger spingendoli ad accettare per la prima volta questo nuovo tipo di nutrimento. Dopo che furono completamente acclimatati li alloggiai in una vasta voliera ben alberata, erano in compagnia di qualche altro uccello indigeno (ma non di Lucherini) e di qualche grande esotico. I primi risultati li ottenni nel 1990. La coppia preparò un piccolo nido sferico in un pino. Le quattro piccole uova bruno chiare furono covate per tredici giorni dalla sola femmina, ma al momento della nascita dei piccoli ambedue i genitori se ne occuparono. Il nutrimento per i piccoli non fu un problema.
Procurai ai genitori, giornalmente, abbondanti semi di piante selvatiche. Il cibo sopraddetto, assieme al pastoncino all'uovo e i pidocchi (catturati soprattutto tra le ortiche, le piante di rose e pruni), completarono la vasta gamma di alimenti a disposi-zione dei genitori.
Tre piccoli, due settimane dopo la schiusa, presero il volo e dopo altre tre potei considerarli autonomi.