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descrizione
Osservando
le foto è possibile venire di trovarsi in presenza di un
Lucherino europeo. L'osservatore più attento potrà
però notare che l'uccello fotografato rassomiglia soltanto
ad un Lucherino, ma ciò non di meno qualche differenza è
possibile notarla; il Lucherino a mento nero non ha inoltre origini
europee ma americane.
Ne feci la conoscenza per la prima volta nel 1986.
Allora era facile trovarlo regolarmente in vendita presso i commercianti.
Amatore di Lucherini, ne fui subito impressionato. Mi colpirono
soprattutto la loro buona condizione e la vivacità. Contrariamente
ad altri Lucherini americani, non hanno problemi di acclimatazione,
ma di adattamento. Come abbiamo visto questo Serinus assomiglia
molto ad un Lucherino, ma analizziamo ora quali sono le differenze
più evidenti tra le due specie: il sottogola è più
nero e profondo nel maschio del barbato, rispetto al Lucherino che
a volte può esserne anche sprovvisto; la lunghezza è
di un niente più grande, cm. 12.5 nel Serinus americano contro
gli 11 centimetri solamente del Lucherino; il becco nel barbato
è leggermente più massiccio; i disegni dei fianchi,
nel maschio di Lucherino a mento nero, mancano totalmente, mentre
nella femmina manca anche il disegno del petto; la striatura gialla
al di sopra dell'occhio è assente nel barbato. La differenza
nella profondità del colore del mento del barbato, non è
una differenza determinante in quanto anche tra gli stessi, esistono
delle differenze di profondità di colore nero.
Alloggiai
i miei Lucherini a mento nero in una grande gabbia di allevamento
dove era evidente il loro stato di agiatezza. Come nutrimento offrii
un misto tradizionale e in una vaschetta a parte, parsimoniosamente,
del niger puro, così come leccornia, ma non mostrarono alcun
interesse.
Decisi allora di mischiare il pastoncino con il niger spingendoli
ad accettare per la prima volta questo nuovo tipo di nutrimento.
Dopo che furono completamente acclimatati li alloggiai in una vasta
voliera ben alberata, erano in compagnia di qualche altro uccello
indigeno (ma non di Lucherini) e di qualche grande esotico. I primi
risultati li ottenni nel 1990. La coppia preparò un piccolo
nido sferico in un pino. Le quattro piccole uova bruno chiare furono
covate per tredici giorni dalla sola femmina, ma al momento della
nascita dei piccoli ambedue i genitori se ne occuparono. Il nutrimento
per i piccoli non fu un problema.
Procurai ai genitori, giornalmente, abbondanti semi di piante selvatiche.
Il cibo sopraddetto, assieme al pastoncino all'uovo e i pidocchi
(catturati soprattutto tra le ortiche, le piante di rose e pruni),
completarono la vasta gamma di alimenti a disposi-zione dei genitori.
Tre piccoli, due settimane dopo la schiusa, presero il volo e dopo
altre tre potei considerarli autonomi.
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